DIVINETERRE

digitall
Nicola Delle Donne

Nicola Delle Donne

Impresa, memoria e futuro

La Puglia che resiste e che sogna
“In Puglia ogni storia d’impresa è un atto d’amore e di coraggio. L’incontro con Nicola Delle Donne ci racconta una terra che non si arrende.”


IMPRESA, MEMORIA E FUTURO

Imprenditore salentino, ex Presidente di Confindustria Lecce, attualmente ricopre l’incarico di Presidente della Cassa Edile, Nicola Delle Donne è una delle voci più autorevoli della Puglia che costruisce futuro attraverso valori, comunità e responsabilità.
Oggi il suo cammino è anche segnato dalla nascita di una fondazione dedicata a suo figlio - un gesto che approfondiremo presto e che unisce memoria, speranza e amore per i giovani.

In Puglia fare impresa non è solo un lavoro: è un atto di fede.
Nicola Delle Donne lo sa bene. Il suo sguardo racconta una terra complessa, bellissima e spesso difficile; una terra che però sa ricompensare chi ci crede davvero.

Imprenditore salentino, uomo di valori profondi: Delle Donne rappresenta una generazione che ha saputo trasformare la fatica in opportunità, e il dolore in impegno.
Con lui parliamo di gap, giovani, futuro, responsabilità e di un progetto speciale — la fondazione nata nel nome del figlio — alla quale presto dedicheremo un approfondimento.

L’INTERVISTA

Presidente Delle Donne, come descriverebbe oggi il tessuto produttivo della nostra regione?

«Chi fa impresa in Puglia è un eroe.»

Le donne e gli uomini che decidono di fare impresa in Puglia potrebbero essere definiti dei veri e propri eroi. Fare impresa nella nostra regione è tutt’altro che semplice: la Puglia merita tantissimo, ha un potenziale enorme, ma conviviamo ancora con gap strutturali molto rilevanti.
 I nostri giovani affrontano difficoltà significative. Eppure vedo ogni giorno imprenditori che resistono, innovano, creano lavoro. A loro va il mio riconoscimento: a chi crede nella Puglia anche quando la Puglia non facilita questa scelta.

Come convincere i giovani a restare e a costruire qui il proprio futuro?

«Smettiamola di pensare che i giovani vadano sfruttati.»

La Puglia deve imparare a garantire condizioni di lavoro migliori, smettendo di credere che i giovani siano una risorsa da spremere.
Crescere come società è possibile, ma i ragazzi devono comunque comprendere il valore del sacrificio, del dovere, dell’impegno necessario per raggiungere gli obiettivi.
Le aziende, dal canto loro, hanno il dovere di offrire risposte sane, stabili, trasparenti.
Solo così potremo trattenere i talenti.

Il pregiudizio verso il Sud è ancora un ostacolo?

«Serve una classe dirigente all’altezza della nostra terra»

Il pregiudizio verso il Sud colpisce soprattutto le generazioni più anziane. Oggi, grazie ai media, la Puglia è percepita come una terra laboriosa e vivace. Il vero problema è la mancanza di una classe dirigente che si occupi seriamente del territorio e di chi lo abita. I nostri gap infrastrutturali sono enormi: spostarsi dal Sud al Nord è ancora un’impresa.
 Colmare questi divari significa anche combattere il residuo pregiudizio.
 La chiave è il “saper fare”: solo dimostrando competenza e risultati potremo recuperare terreno.»

Quanto hanno inciso le sue radici nella sua vita personale e professionale?

«Sono nato in un paese di meno di 3.000 abitanti. È lì che ho imparato chi sono.»

La mia storia è profondamente legata al territorio. Sono nato in un paesino della provincia di Lecce e ho sempre creduto di potermi realizzare professionalmente qui. La mia famiglia mi ha trasmesso valori forti: essere una persona perbene, credere in me stesso, circondarmi di persone oneste. Questi valori mi hanno permesso di costruire relazioni solide, durature. Ho sempre creduto nella responsabilità sociale dell’impresa e penso di averla praticata con sincerità. Rifarei tutto, magari evitando qualche errore, ma sempre guardando al bene collettivo.»

Fare impresa significa anche prendersi cura delle persone?

«L’impresa è un luogo di vita, non solo di lavoro.»

Chi fa impresa deve guardare con attenzione alle persone intorno a sé. L’azienda è fatta di individui, di un capitale umano che è imprescindibile.
Quando le persone si impegnano con amore, l’impresa diventa qualcosa in più: un luogo di vita, non solo di retribuzione.
E quando un’impresa diventa comunità, allora ha davvero successo.

 

UN DOLORE TRASFORMATO IN SPERANZA

Una fondazione dedicata a suo figlio: cosa rappresenta questo cammino?

«Il dolore più grande della mia vita. E il tentativo di trasformarlo in luce.»

La perdita di mio figlio è la vicenda più dolorosa della mia vita. Ho provato a trasformare quel dolore in speranza, per dare seguito a ciò che lui era.
Così è nata la fondazione, con il supporto della mia famiglia, di Confindustria e ANCE. Vogliamo aiutare i giovani e stimolarli allo spirito d’impresa. Fare impresa è un valore, un’esperienza straordinaria.
Vorrei che i giovani capissero che lo spirito d’impresa a volte è innato, ma spesso nasce da passione, impegno e abnegazione.
Questa iniziativa nasce nel nome di mio figlio: è un modo per tenerlo vivo nei cuori di chi lo ha amato e per non spezzare quel filo che la sua assenza fisica ha reso fragile.
Attraverso la fondazione, il suo amore per la vita continuerà a vivere nei ragazzi che troveranno qui un’opportunità per mettersi in gioco

Quale futuro immagina per la Puglia?

«Voglio una Puglia che non si senta periferia, ma Italia.»

Sogno una classe dirigente capace, che si occupi seriamente della Puglia, delle nostre donne, dei giovani, dei lavoratori.
Una classe dirigente che non garantisca favori, ma che offra servizi e opportunità pari a quelle delle regioni più avanzate.
Vorrei che i giovani non si sentissero più “del Sud”, ma semplicemente italiani, parte di un Paese che dà a tutti le stesse possibilità

Le parole di Nicola Delle Donne raccontano la Puglia nella sua forma più autentica: forte, fragile, coraggiosa, visionaria.
Una terra fatta di persone che non smettono di lottare, che trasformano il dolore in impegno, che credono nei giovani e nel valore dell’impresa come motore di comunità.

Una Puglia che resiste.
Una Puglia che vive.
Una Puglia che sogna.